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Tinmal
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mwdwTinmal (in mweaberbero: ⵜⵉⵏⵎⴻⵍ, mweqTinmel, mwegin arabo تينمل‎mwew?) fu un'antica città mwfaberbera dell'mwfqXI secolo situata nell'mwfgAlto Atlante, in mwfwMarocco, a 100mwga km a sud di mwgqMarrakesh.

Viene considerata il luogo natale della dinastia degli mwgwAlmohadi, e da qui partirono le vittoriose campagne militari della dinastia che la portò a sconfiggere gli mwhaAlmoravidi del mwhqMaghreb al-Aqsa (attuale Marocco), per arrivare a sottomettere tutto il mwhgMaghreb e mwhwal-Andalus (la mwiaSpagna mwiqislamica).cite-ref-1[1]

Attualmente rimangono alcune rovine come parti delle mura che circondavano la città e la Grande Moschea di Tinmal, archetipo delle altre grandi moschee edificate dagli Almohadi.cite-ref-sites-islamiques-tinmel-2-0[2]

Contents

Storia
Note

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Storia

Tinmal era un villaggio praticamente sconosciuto fino alla fine dell'mwlgXI secolo, quando il leader religioso mwlwIbn Tūmart vi trovò rifugio nel 1124 dopo essere stato espulso dalla capitale mwmaalmoravide mwmqMarrakesh dal sultano mwmgʿAlī ibn Yūsuf. Ibn Tūmart, era un mwmwberbero dell'mwnaAtlante, della confederazione tribale dei mwnqMaṣmūda, che fondò il movimento religioso mwngalmohade.

Quando tornò nel mwoaMaghreb al-Aqsa dopo aver studiato teologia nel resto del mondo islamico, accompagnato da un gruppo di discepoli, iniziò a predicare la propria dottrina, che causò l'opposizione dei regnanti Almoravidi, che consideravano tale dottrina troppo troppo radicale.
Ibn Tūmart, soprannominato mwogal-Mahdī (il "ben guidato da Dio"), si stabilì a nella capitale almoravide Marrakesh, dove diede inizio a una campagna contro quella che considerava una deviazione morale, addossandone la colpa alla dinastia regnante. Nel 1124 fu espulso dalla città dopo aver attaccato la sorella del sultano Alī ibn Yūsuf perché non velata, facendola cadere dal cavallo.cite-ref-ellingham-mark-2004-pp-491-492-3-0[3]

Da Tinmal, Ibn Tūmart cominciò a reclutare i berberi delle montagne per la sua causa religiosa, istituendo un potente movimento religioso e militare che in pochi anni, sotto il comando del suo successore mwqa'Abd al-Mu'min, rovesciò gli mwqqAlmoravidi.cite-ref-4[4]

Nel 1147, dopo la conquista di mwrwMarrakesh, la capitale fu trasferita in questa città, ma Tinmal rimase la capitale religiosa e vi fu mantenuto il tesoro imperiale, diventando una meta importante di pellegrinaggi e centro di studi. Gli mwsasceicchi di Tinmal e della valle circostante mantennero un grande potere e influenza politica sull'impero mwsqalmohade.cite-ref-sites-islamiques-tinmel-2-1[2]

Nel 1153-1154 (altre fonti parlano del 1156), 'Abd al-Mu'min fece costruire la Grande Moschea di Tinmal, che servì anche da mausoleo, dove furono sepolti i primi tre califfi della dinastia almohade:'mwtwAbd al-Mu'min, mwuaAbū Yaʿqūb Yūsuf e mwuqAbū Yūsuf Yaʿqūb al-Manṣūr.cite-ref-ellingham-mark-2004-pp-491-492-3-1[3]

Dopo il declino della dinastia almohade, la città perse la sua importanza, ma è rimasta un luogo di forte connotazione spirituale, fino a quando la città non venne devastata dai mwvwMerinidi nel 1276.

Grande Moschea

La Grande Moschea di Tinmal è una delle poche moschee in Marocco che i non musulmani possono visitare.

L'edificio occupa un rettangolo di 48,1 m per 43,6 m, a cui si accede da sei porte. Quattro porte danno accesso alla sala di preghiera e due al cortile. La sala di preghiera ha una pianta a T, con nove navate longitudinali. La navata centrale si distingue dalle altre per le sue dimensioni.cite-ref-sites-islamiques-tinmel-2-2[2]

Per quanto riguarda la decorazione, quello che spicca di più è la varietà e la complessità degli archi, in particolare quelli che portano al mwyamiḥrāb. Oltre agli archi, le pareti, in particolare quella di fronte al miḥrāb, sono decorate con motivi geometrici tipici dell'austera architettura mwyqalmohade.cite-ref-ellingham-mark-2004-pp-491-492-3-2[3]

Pur essendo stato oggetto di restauro nei primi anni 2000, la moschea è rimasta ancora parzialmente in rovina. Tuttavia, è ancora utilizzata come luogo di preghiera, soprattutto il venerdì, il giorno in cui l'ingresso è vietato ai non musulmani.cite-ref-ellingham-mark-2004-pp-491-492-3-3[3]cite-ref-mosqu-e-di-tinmel-5-0[5] Accanto ad essa si trova un piccolo museo dove sono esposti alcuni elementi decorativi che sono stati trovati durante lavori di restauro.cite-ref-mosqu-e-di-tinmel-5-1[5]

La moschea è stata registrata come candidata mwdaPatrimonio dell'umanità nel 1995.cite-ref-6[6]

L'edificio è stato distrutto definitivamente da un terremoto nel 2023. cite-ref-7[7]

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. Charles-André Julien. mwpqmwpgHistory of North Africa: Tunisia, Algeria, Morocco. From the Arab Conquest to 1830
cite-note-sites-islamiques-tinmel-22. mwrgmwrwmwsaSites Islamiques - Tinmel, su mwsqminculture.gov.ma.
cite-note-ellingham-mark-2004-pp-491-492-33. Ellingham, Mark; McVeigh, Shaun; Jacobs, Daniel; Brown, Hamish. mwuwThe Rough Guide to Morocco. 7ª ed. New York, Londra, Delhi: mwvaRough Guides, mwvqPenguin Books, 2004. pp. 491-492. ISBN 9781843533139
cite-note-44. Ellingham, Mark; McVeigh, Shaun; Jacobs, Daniel; Brown, Hamish. mwwgThe Rough Guide to Morocco. 7ª ed. New York, Londra, Delhi: mwwwRough Guides, mwxaPenguin Books, 2004. pp. 491-492. ISBN 9781843533139
cite-note-mosqu-e-di-tinmel-55. mwywmwzamwzqMosquée di Tinmel, su mwzgwhc.unesco.org.
cite-note-66. mw0gLe Guide Vert - Maroc. Parigi: Michelin, 2003. p 440. ISBN 9782061007082
cite-note-77. mw1wmw2aansa.it, mw2qhttps://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/09/10/marocco-distrutta-la-moschea-di-tinmel-sullatlante_649e2e16-cada-4c4b-988e-36a36d8a2e83.html?fbclid=IwAR0j8xVWFYRc_sg_1zx3co68TDORs0pxNKqv-_P_wH5t6xpbTxgFOMonHGImw2g Titolo mancante per url mw2wurl (aiuto).

Voci correlate

• mw4wAlmohadi

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